I Patti Digitali nelle scuole Tirinnanzi

I Patti Digitali nelle scuole Tirinnanzi

Nel nostro Istituto quest’anno abbiamo avuto modo di approfondire la sfida dei Patti Digitali, uno strumento pensato per accompagnare famiglie e scuola nell’educazione a un uso più consapevole della tecnologia.

Il cammino della nostra scuola è iniziato il 29 ottobre, con un incontro di grande rilievo: ospite della serata è stato Luca Botturi, professore di Media in educazione presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) di Locarno.
Il professor Botturi ha guidato i genitori attraverso una riflessione ampia sul mondo digitale, presentando poi la proposta dei Patti e illustrandone finalità, potenzialità e un esempio concreto.
Dopo questo primo momento di approfondimento, il testimone è passato alle famiglie. Diversi sono stati i genitori che hanno accolto la sfida e si sono ritrovati a discuterne tra loro, oltre che in un dialogo e paragone continuo con la proposta educativa della scuola.

Sono emerse idee, domande e proposte che hanno dato il via a ulteriori incontri tra genitori, con l’obiettivo di arrivare a un Patto realmente condiviso e calibrato sulle esigenze concrete della realtà attuale.

Di seguito riportiamo alcuni passaggi sintetici tratti dal Patto Digitale sottoscritto da alcuni genitori di prima media del nostro Istituto, nella speranza che possano rappresentare un punto di partenza per tutte le famiglie interessate a scrivere e sottoscrivere un proprio Patto Digitale, cucito su misura e fondato sulla collaborazione.

Il Patto nasce per aiutare famiglie e ragazzi a usare smartphone e strumenti digitali in modo equilibrato e sicuro. Come si legge nel documento, “il telefono/cellulare/smartphone è uno strumento e in quanto tale dobbiamo concepirlo e utilizzarlo solo per risolvere esigenze reali e specifiche”.

Si suggerisce di posticipare la consegna dello smartphone almeno ai 14 anni, ricordando che “il raggiungimento dei 14 anni non è una data di scadenza”.

Il Patto contiene anche una sezione dedicata alle famiglie che hanno già dato il device ai propri figli e ricorda che i genitori hanno “il diritto, il dovere e la responsabilità di vigilare e verificare costantemente l’uso dello smartphone”. Inoltre, propone di lasciare il cellulare all’ingresso e utilizzarlo con moderazione: “si suggerisce di limitare l’utilizzo […] a un massimo di un’ora e preferibilmente in presenza degli adulti”.

Infine, rivolgendosi ai ragazzi, i genitori firmatari richiamano i figli al fatto che “possedere uno smartphone non ti rende attraente, non fa di te un adulto” e che la vita vera viene prima delle chat: invita a coltivare rapporti veri, “senza la presenza invadente del cellulare”.

Il valore della nostra esperienza di un’alleanza educativa concreta ha favorito un dialogo ricco e significativo anche con il territorio, coinvolgendo altre realtà educative e le istituzioni, in primis il Comune di Legnano, un segnale importante dell’attenzione condivisa su questi temi e del confronto costruttivo che continua a svilupparsi tra le nostre scuole e il territorio, orientato al bene dei giovani e dell’intera comunità.

In conclusione, il Patto Digitale non è un insieme di divieti, ma un modo per crescere insieme, educando i nostri ragazzi a un uso sano e consapevole della tecnologia. Solo così gli strumenti digitali potranno essere davvero alleati del loro benessere e della loro crescita.

Filippo Salimbeni

Rettore delle Scuole Tirinnanzi