… e da Miami!

… e da Miami!

Oltre all’esperienza dell’Australia, anche quest’anno 6 studenti dell’attuale di quarta Liceo sono partiti per un trimestre di studi  alla St. Brendan High School di Miami. Dopo qualche giorno di ambientamento, ci sono già arrivati i primi racconti: Clara descrive il primissimo impatto con gli USA all’aeroporto, mentre Andrea parla dell’ambiente scolastico e ci trasmette le sue impressioni iniziali…

 

Miami 1 Nei giorni che precedevano la partenza eravamo tutti molto ansiosi: stare lontano dalla famiglia, dalle abitudini e dal cibo italiani per tre mesi non sarebbe stato facile! Eravamo preoccupati anche per le famiglie, sarebbero state accoglienti?

Invece è stato tutto il contrario! Appena arrivati all’aeroporto ci hanno accolto con cartelloni di benvenuto e palloncini, facendoci sentire come a casa nostra. Subito dopo abbiamo capito una delle abitudini degli americani: fare foto e selfie. Infatti abbiamo iniziato a fare moltissime foto (frase tipica: “Let’s take a picture!”) per ricordare il momento dell’arrivo a Miami.

Il primo impatto con l’inglese non è stato tragico, perché i ragazzi e i genitori parlano leggermente più piano con noi italiani e sono disposti a ripetere se ci sono incomprensioni; certo per ora rimane difficile seguire un discorso tra di loro…

Beh, che dire dell’America? Anche solo dall’aeroporto abbiamo potuto percepire un senso di grandezza e immensità: qui tutto è più grande, le strade, le macchine, i centri commerciali… In questi primi giorni le famiglie stanno cercando di farci visitare le cose principali della città di Miami e, finora, si sono  rivelate tutte interessanti e stupefacenti!

(Clara)

Miami 2

La sveglia la mattina è forse la cosa più dura: colazione veloce, indossiamo le uniformi, pantalone marroncino chiaro, camicia con tanto di emblema della scuola, cravatta verde bianca e blu per i boys e cintura dello stesso colore per le girls, mocassini, e pronti per iniziare un nuovo giorno di scuola. All’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà con l’orientarci data la presenza di tre edifici, A, C, e B, disposti proprio in quest’ordine, e con la necessità di spostarsi da uno all’altro per assistere alle lezioni.

Durante i cambi dell’ora il traffico è da bollino rosso e capita spesso di arrivare in ritardo a causa di questo, ma ciò che rende interessante questi momenti così caotici nei corridoi è sicuramente lo sguardo perso e impaurito dei nuovi alunni, i freshmen, che si guardano attorno come se avessero appena assistito ad un omicidio.

Al contrario di quanto ci si può aspettare, le lezioni sono molto belle e i professori non ti mettono per nulla a disagio. Tanti, troppi test, ma molto semplici e a crocette, e la possibilità di scegliere materie come psicologia, marketing e tante altre che in Italia non puoi studiare se non in una scuola apposita. Queste opportunità sono molto gradite dagli studenti, sia internazionali che del posto. Molto spazio ai laboratori e un’incredibile disponibilità alla comunicazione e al confronto tra compagni di classe rendono questa esperienza scolastica ancor più utile alla scoperta e all’apprendimento non solo della materia, ma anche delle diverse culture.Miami 3

(Andrea)