L’avventura della scuola

L’avventura della scuola

18 Agosto 2014.
Oggi, per noi sei ragazzi che frequenteremo per quasi tre mesi l’istituto St. Brendan High School di Miami, è il primo giorno di scuola. Siamo arrivati a scuola conoscendo al massimo una decina di ragazzi, quelli che ci ospitano.
Suona la campanella ed è ora di recarsi al proprio “first period”, quella che noi chiamiamo prima ora. Abbiamo subito notato grandi differenze rispetto al nostro liceo Tirinnanzi. Qui la scuola è davvero enorme, divisa in tre edifici pieni di studenti che corrono da una classe all’altra (il liceo Tirinnanzi è grande come un corridoio della scuola americana!). Scesi dalla macchina si vedono migliaia di studenti vestiti nello stesso modo che camminano, si abbracciano e si salutano. Eh…sì! A Miami tutti indossano l’uniforme: camicia bianca, pantaloni chiari, mocassini marroni e cravatta per i ragazzi. La divisa non è particolarmente comoda e vestirsi allo stesso modo 5 mattine alla settimana non lascia grande spazio alla creatività, eppure sotto sotto è divertente e interessante cercare di capire la mentalità americana così diversa dalla nostra.
Anche il sistema scolastico è completamente diverso da quello italiano. Se in Italia al mattino entriamo in una classe e passiamo tutta la giornata con i medesimi compagni, qui in America sono i professori ad avere la propria aula, quindi gli studenti hanno 5 minuti dal suono della campanella per raggiungere la classe successiva. Ognuno ha 7 materie al giorno, scelte precedentemente; l’ordine e la classe rimarranno le stesse per tutto l’anno scolastico. Ogni mattino si recita l’Angelus e, con la mano destra sul petto, un giuramento all’America. A seguire tutti sintonizzati sulla St. Brendan TV per i “morning announcements” in cui alcuni ragazzi nelle vesti di presentatori televisivi danno gli avvisi della giornata e le informazioni riguardo alle iniziative della scuola.
Poi inizia la vera e propria lezione. La cordialità con cui i vari professori ci accolgono nelle loro classi è veramente un sollievo; ci presentano all’intera classe e ci fanno qualche domanda dettata da curiosità personali. Ora abbiamo rotto il ghiaccio, e così cominciamo a scambiare qualche parola con i nostri compagni americani. Anche loro si dimostrano gentilissimi, disponibili ad aiutarci a comprendere la lezione e ad usare l’iPad (sostitutivo di tutti i libri cartacei) che ci siamo improvvisamente trovati tra le mani. E così pian piano cominciamo a conoscere nuove persone che poi, con il tempo, potranno diventare amici, persone che ci aiuteranno e che ci staranno vicine nella scoperta di questo “nuovo mondo”. Infatti, dopo aver messo piedi in quello che fino a ieri era un luogo vago e sconosciuto, ora siamo pronti ad affrontare questa nuova esperienza con più sicurezza e serenità.