
15 Set La scuola è qualcuno che ti chiama per nome. Editoriale d’inizio anno del Rettore
Posted at 14:52h in News e Iniziative
All’inizio di questo nuovo anno desidero condividere ciò che ritengo essenziale per il nostro cammino educativo.
Riprendo un’intuizione di Josep Maria Esquirol, che parla di due insegnamenti inseparabili: quello esplicito del maestro, che apre al mondo, e quello silenzioso, fatto di ascolto e di attenzione alla singolarità di ciascuno.
Il primo insegnamento è quello del mondo. Il compito del maestro è introdurre gli alunni alla realtà, trasmettere loro una grande storia – quella della letteratura, della scienza, dell’arte – che racconti la bellezza e la positività del mondo.
Per farlo, servono passione e gioia. I ragazzi colgono subito se ciò che insegniamo ci appartiene davvero: solo ciò che ha conquistato noi potrà affascinare anche loro.
Come scrive Simone Weil: “L’intelligenza cresce e porta frutto solo nella gioia. La gioia di imparare è indispensabile agli studi, come la respirazione ai corridori”.
Per farlo, servono passione e gioia. I ragazzi colgono subito se ciò che insegniamo ci appartiene davvero: solo ciò che ha conquistato noi potrà affascinare anche loro.
Come scrive Simone Weil: “L’intelligenza cresce e porta frutto solo nella gioia. La gioia di imparare è indispensabile agli studi, come la respirazione ai corridori”.
Il secondo insegnamento è quello silenzioso dell’ascolto.
Essere maestri significa anche saper accogliere l’altro, osservarlo con attenzione, darsi il tempo di comprenderlo. È innanzitutto una disponibilità, non una tecnica, a segnare il rapporto educativo: unadisponibilità a lasciarsi coinvolgere dall’altro, dalle sue domande e dalle sue ferite.
Essere maestri significa anche saper accogliere l’altro, osservarlo con attenzione, darsi il tempo di comprenderlo. È innanzitutto una disponibilità, non una tecnica, a segnare il rapporto educativo: unadisponibilità a lasciarsi coinvolgere dall’altro, dalle sue domande e dalle sue ferite.
Abbiamo scelto come frase esemplificativa del lavoro di quest’anno “La scuola è qualcuno che ti chiama per nome“: cioè, l’educazione si accende nel rapporto con una persona che chiama proprio te, che, in un ascolto attento alla tua situazione concreta, offre una strada pensata per te.
È da questa attenzione e da questo affetto sperimentati su di sé che potrà crescere nei nostri alunni il desiderio di conoscere e di amare il mondo.
