Cos’è un classico, se non qualcosa che non finisce mai di dire quello che ha da dire?

Cos’è un classico, se non qualcosa che non finisce mai di dire quello che ha da dire?

Ancora una volta al liceo Tirinnanzi è stata portata in scena la storia di Antigone, tratta dalla omonima tragedia del poeta greco Sofocle. Gli alunni coinvolti sono stati quelli delle due classi seconde che dal mese di febbraio, dopo aver letto l’opera, hanno partecipato al laboratorio teatrale, a cui sono state dedicate due ore settimanali, tenuto dalle insegnanti di italiano e dalla docente di teatro.  

Il frutto di questo lavoro è stato un testo in cui il classico e il contemporaneo si sono incontrati. Si è infatti cercato di paragonare i temi della tragedia con l’attualità, in particolare con la vita di uomini e donne che, come Antigone, sono stati chiamati a scelte importanti. Per far ciò è stato essenziale l’approfondimento proposto nel percorso di educazione civica grazie al quale gli studenti hanno conosciuto uomini e donna che hanno preso una posizione nella lotta contro la mafia. 

Ha fatto bene o ha fatto male Antigone ad infrangere il decreto del re Creonte, che vietava di dare degna sepoltura al fratello di lei, Polinice, in quanto nemico della città? È più giusto seguire le leggi dello stato o le leggi non scritte nel cuore dell’uomo, quando le prime vi si oppongono? 

Queste domande hanno condotto gli alunni ad interrogarsi e confrontarsi su tematiche sempre attuali: in fondo la ribellione di Antigone non ricorda tante persone che oggi lottano contro regimi e dittature per poter essere libere?  

Così è nato “Processo ad Antigone”, uno spettacolo dove i principali passaggi tratti dall’opera dell’autore greco e le riflessioni scritte dagli stessi alunni sono diventati un unicum. Le azioni della giovane eroina protagonista, infatti, sono state sottoposte al giudizio davanti ad un giudice, agli altri personaggi della tragedia e alle voci degli uomini e donne come Paolo Borsellino, Pino Puglisi, Anna Atria, Rosario Livatino e Piero Nava. 

Lo spettacolo andato in scena il 25 marzo, allora, non è stato “il solito”, ma uno spettacolo comunque nuovo e diverso dai precedenti.