SCUOLA PRIMARIA

Dal gesto alla scrittura: motricità fine, questa sconosciuta

Dal gesto alla scrittura: motricità fine, questa sconosciuta

Il gesto grafico è considerato per lo più un aspetto marginale dal vero apprendimento della scrittura, a cui non vale la pena di dedicare tempo ed energie particolari a scuola. Così, troppo spesso i bambini, già nelle prime fasi , sono lasciati da soli di fronte a lettere o addirittura a parole intere da copiare, senza ricevere corrette indicazioni da parte dell’insegnante del “come si fa”, “ da dove si comincia”, “ verso quale direzione “…

In molte scuole dell’infanzia la scrittura viene trattata come un disegno da copiare, dove l’importante è il vero risultati finale, il prodotto.

Il lavoro parte dall’impugnatura della matita, che tenuta in modo adeguato, si muove con sicurezza sul foglio, e sollecita muscoli, occhi e cervello all’unisono. Non vogliamo dare per scontato alcune cose, sembra una banalità ma il gesto grafico, comporta l’attivazione di certe regioni del cervello in cui sono concepiti e controllati i movimenti, prodotti da milioni di neuroni.

Ciò che distingue il gesto grafico dagli altri movimenti è la sua estrema esattezza: parliamo dell’atto di motricità fine più preciso che l’uomo impara a compiere nel corso della vita. Non è un atto da poco, perchè in realtà, si tratta di ben trenta muscoli della mano che corrispondono a diversi centri nervosi, localizzati in varie parti del cervello, i quali interagiscono tra loro, ciascuno con funzioni specifiche.

Per riuscire a scrivere bene è necessario sviluppare i seguenti aspetti di motricità:

  • tonicità nel corso della scrittura
  • Postura (di tutto il corpo) e posizione dell’avambraccio, del gomito, del polso, della mano e delle dita.
  • Movimenti delle dita
  • Movimenti di piccola progressione del polso
  • Movimenti di grande progressione del gomito.

Come a scuola curiamo tutto questo?

In classe la chiamiamo “ginnastica della mano” e comprende tutte quelle attività ed esperienze volte a sostenere e a sviluppare una buona motricità fine. Ed è così che le braccia si distendono dritte nell’aria con i pugni chiusi ( foto), i polsi ruotano, le dita si aprono e si chiudono a suon di indicazione “pollice- indice, pollice-medio, pollice- anulare- pollice mignolo”, le stringhe si allacciano e si slacciano, i bottoni chiudono vestiti… e così via!

Questi movimenti, estremamente piccoli e precisi, richiedono un’alta capacità di concentrazione e una buona coordinazione oculo-manuale. Le attività che i bambini possono fare per sviluppare la motricità fine sono veramente tante e ,come potete vedere, in questo “LAVORIO” la famiglia può sostenere la scuola e viceversa, perchè alcune attività si svolgono quotidianamente giocando (colorare con matite, pennarelli e pastelli, fare dei puzzle, giocare con le costruzioni) oppure nel prendersi cura di sé stessi, allacciarsi le scarpe, abbottonarsi il cappotto o il maglione.

La ginnastica della mano serve sì allo sviluppo della motricità fine ma anche ad irrobustire i muscoli della mano. Questo è un tipo di allenamento che si può facilmente ottenere attraverso semplici materiali: matite, pennarelli, pastelli, tempere e colori a dita, forbici e colla, oggetti vari da manipolare (come ad esempio le costruzioni), paste da modellare (didò, pongo…) In questo modo, i nostri alunni, sia a scuola sia a casa, si esercitano – divertendosi- senza neanche rendersene conto.

Le foto che vedete mostrano le attività sopra citate, ma vogliono anche dar merito alla concentrazione e all’impegno dei nostri più piccoli alunni durante questo primo mese di scuola.