Le terze primaria e i Camuni

Le terze primaria e i Camuni

Giovedì 12 ottobre, le classi terze delle scuole primarie L’Arca e Don Luigi Monza, per un giorno, si sono immerse nella preistoria: hanno visitato il Parco delle incisioni rupestri di Naquane e l’Archeopark nella Valcamonica.

 

Il motivo per cui, in terza elementare, proponiamo tale visita è la certezza che osservare testimonianze concrete della storia, favorisca la conoscenza e la renda più accattivante.

I bambini hanno la possibilità di osservare i resti, ascoltare guide esperte, maneggiare oggetti e mettersi in gioco all’interno dei laboratori, tutto ciò che rimarrà loro bagaglio di conoscenza.

La visita è stata interessante e molto coinvolgente per i bambini che si sono stupiti di fronte alla testimonianza viva lasciata dagli antichi Camuni, inoltre, hanno avuto la possibilità di osservare le abitazioni dei vari periodi della preistoria, gli strumenti e gli oggetti di uso comune. Tornati in classe, abbiamo proposto ai bambini di raccontare l’avventura scrivendo un testo.

Noi maestre abbiamo scelto di utilizzare la modalità del testo collettivo: proiettando sullo schermo la pagina bianca, abbiamo cominciato … le domande guida dell’incipit, ormai, sono un bagaglio acquisito per i bambini quindi abbiamo iniziato senza indugio: dove? Quando? Chi? Ecc…

È stato molto interessante commentare ogni frase, quasi ogni parola insieme a loro: “siamo andati”, chi? “Ci ha spiegato”, di chi si parla? E così via, sino a comporre un testo di tutto riguardo.

La seconda fase del lavoro chiedeva ai bambini di riflettere personalmente sull’aspetto della visita che li aveva più incuriositi: dovevano descrivere e motivare la scelta di quell’aspetto particolare.

Con molta soddisfazione, abbiamo aggiunto alla prima parte del testo svolto insieme, dei brani significativi tratti dai testi degli alunni … direi che il risultato è particolarmente apprezzabile!

 

Giovedì 12 ottobre, noi classe terza A e la classe terza B della scuola Arca, con la classe terza della Don Luigi Monza siamo andati in Valcamonica, a visitare il Parco delle incisioni rupestri di Naquane. Abbiamo raggiunto la roccia più grande, la prima che è stata scoperta dagli archeologi. Per non rovinarla, la nostra guida si è tolta le scarpe, e’ salita sulla roccia e, con una canna, indicava le incisioni e ci spiegava il loro significato. I Camuni incidevano la roccia con delle pietre appuntite e rappresentavano scene di caccia, di preghiera e di ringraziamento e scene funebri. I sacerdoti erano gli unici che potevano incidere, alcuni di quelli che abbiamo osservato avevano le dita della mano ben evidenti. Abbiamo osservato molte scene, la maggior parte delle quali rappresentava la caccia: uomini e cervi, cani e cavalli, lupi, volpi, stambecchi. Se i sacerdoti volevano rappresentare una donna, mettevano un puntino tra le gambe: in una incisione, abbiamo osservato una donna messa in orizzontale, sotto un gruppo di altre donne, che pregavano, nella loro originale posizione a braccia alzate; la guida ci ha raccontato che la scena poteva avere più significati: poteva essere un funerale, oppure un parto o un rito di iniziazione. Oltre a tutto questo, abbiamo ammirato numerose incisioni: labirinti, impronte, carri, telai, trappole, palette, il sole e capanne. Dopo la visita al Parco delle incisioni, abbiamo raggiunto l’Archeopark, un parco pensato da un archeologo, per mostrare agli scolari che studiano la Preistoria come vivevano gli antichi Camuni.

Niccolò: “… Il luogo che ho preferito è stato la capanna di Otzi, come era fatta, nel periodo Neolitico, però quella che abbiamo visto, è stata ricostruita! La capanna era di argilla sui muri, perché doveva essere impermeabile; il tetto era coperto con legni intrecciati e sempre fatto di argilla. Dentro la capanna, c’era un soppalco, dove i Camuni lasciavano da mangiare o dove dormivano le mamme e i bimbi; poiché i grandi dovevano proteggere la casa, dormivano sotto. Fuori, c’era il recinto con gli animali”.

Giorgia C: “… A me è piaciuto tanto quando abbiamo visto la capanna di Otzi, perché non sapevo della sua esistenza: la guida ci ha detto dove dormiva, ci ha fatto vedere le sue armi e come faceva il fuoco”.

Ambra: “… La capanna di Otzi mi ha colpito perché Otzi è un personaggio che conosco molto bene: è stato trovato sui ghiacciai ed oggi viene chiamato”Otzi la mummia dei ghiacciai”. Questa gita non la dimenticherò mai!”.

Anna: “… Ad un certo punto del pomeriggio, la guida ci ha proposto di salire su una zattera: siamo saliti poiché ella ci voleva spiegare come i Camuni attraversavano il lago. Noi dovevamo tirare la corda, così la zattera si muoveva e potevamo arrivare dall’altra parte. È stato bellissimo, perché ho provato un’esperienza nuova”.

Manuel: “… La palafitta mi è piaciuta tanto perché conteneva degli strumenti interessanti: i telai erano stranissimi, ma soprattutto era strano il trapano. Inoltre, sul tavolo della palafitta, ho ammirato le armi e l’ossidiana”.

Giorgia M: “… Mi ha colpito come i Camuni usavano il trapano perché si doveva arrotolare il filo che c’era. Ho parlato del trapano perché adesso usiamo quelli elettrici, ma a quel tempo, erano di legno. Quanto era strana la vita dei Camuni!”.