Dalla primaria direttamente all’università: un viaggio nella scrittura (e un ‘saltino’ al Museo Egizio…)

Dalla primaria direttamente all’università: un viaggio nella scrittura (e un ‘saltino’ al Museo Egizio…)

Dopo due anni di “studio della realtà” vicina, sperimentabile concretamente, nella classe terza l’orizzonte si allarga, si dilata. Si inizia a studiare storia e si fa un passo indietro vertiginoso. I ragazzi cominciano a studiare sul testo la storia antica. Le esperienze  descritte di seguito raccontano attività didattiche in cui “il lontano” si fa “vicino” e immaginabile dai bambini, appreso e trattenuto come conoscenza nuova.

 

Noi, alunni delle classi terze dell’Arca,

 

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L’ingresso dell’Università in Largo Gemelli

ci siamo recati a Milano: meta  l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

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Aula Bontadini, ricavata dall’antica ghiacciaia del 700

Arrivati, siamo scesi in una delle aule più belle e antiche dell’università, dove era situata la ghiacciaia del 700.

Lì, abbiamo incontrato quattro professori universitari che ci hanno fatto una lezione sulla storia della scrittura, dalle tavolette d’argilla dei Sumeri alla scrittura digitale e interattiva.

Attraverso delle slide abbiamo visto come la scrittura si è trasformata ed evoluta; dopo le tavolette sumeriche ci hanno mostrato la scrittura degli antichi Egizi, che scrivevano sulle foglie di papiro lavorate in modo da sembrare dei veri e propri fogli. Gli Egizi iniziarono ad utilizzare degli inchiostri prodotti da molluschi e terre, sui papiri scrivevano e disegnavano. Il papiro venne poi sostituito dalle pergamene arrotolate. Le pergamene erano ricavate dalla pelle delle mucche pressata e lavorata, qui, coloro che scrivevano impararono a firmare con dei simboli ciò che riproducevano. Noi abbiamo avuto l’opportunità di vederne una originale, la firma era costituita da tre montagne con una croce conficcata nella montagna centrale.

Successivamente inventarono i primi libri, erano di legno! Non tutti sapevano leggere e scrivere e i libri, di legno o di pergamene, erano molto rari e preziosi, erano scritti interamente a mano e per averne delle copie venivano accuratamente ricopiati impiegando moltissimo tempo…

Fino a quando, nel 1450 circa, fu inventata la stampa. Le lettere erano come tanti timbri posizionati uno accanto all’altro, questi venivano inchiostrati e poi pressati sui fogli.

Questa fu una vera rivoluzione!

Il professor Ivano ha concluso la lezione presentandoci  la scrittura digitale: aveva in mano un libro il cui contenuto, proiettato su uno schermo, ha iniziato a muoversi! Tutte le figure disegnate prendevano vita e si muovevano sullo schermo. Anche noi eravamo proiettati e il protagonista del libro sembrava volare sulle nostre teste!

Che meraviglia, è stato capace di STUPIRCI!

Per concludere la visita all’università, abbiamo potuto ammirare le autentiche tavolette sumeriche, i libri medioevali scritti a mano e le stupefacenti miniature disegnate dai monaci.

Abbiamo imparato che dobbiamo studiare la storia perché noi, per migliorare, possiamo riutilizzare tutto ciò che è stato scoperto o inventato e modificarlo per rispondere  ai  nostri bisogni.

Questo è proprio quello che è accaduto nella scrittura, infatti abbiamo visto che, attualmente, alcuni caratteri del computer sono molto simili ai caratteri antichi. Un professore ci ha detto: “Non si butta via niente di ciò che è accaduto in passato”

e poi…

Visita al museo egizio!

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Il Castello Sforzesco

Dopo aver pranzato in un cortile dell’università, ci siamo velocemente recati all’interno del Castello Sforzesco, dove si trova il Museo Egizio di Milano.

Qui, abbiamo incontrato la nostra guida di nome Sabrina che ci ha introdotti nella storia degli Egizi.

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Museo Egizio

Il primo reperto presentato: la statua di un faraone egizio del medio regno, che si chiamava Ameremat. Lo sappiamo perché sul suo trono era inciso il cartiglio con il suo nome scritto in geroglifico. Siamo certi che era un faraone grazie al suo copricapo su cui era posto un cobra, simbolo appunto dei faraoni. Sulle ginocchia della statua c’era un vassoio di pietra dove venivano appoggiate delle offerte per il faraone che, da morto, era diventato un dio quindi il popolo gli chiedeva protezione. Queste offerte venivano portate esclusivamente dai sacerdoti.

In seguito, Sabrina ci ha mostrato una vetrina con dentro delle statuine che rappresentavano gli dei Iside e Osiride. La guida ci ha raccontato la loro storia che a noi è piaciuta moltissimo!

Nella seconda vetrina abbiamo osservato delle piccole mummie di animali che, in Egitto, erano considerati sacri e alcuni gioielli.

Proseguendo il nostro percorso, abbiamo visto l’astuccio di uno scriba, tutto di legno. Conteneva gli inchiostri neri e rossi, i bastoncini per scrivere e dipingere.

Nelle ultime due teche abbiamo potuto ammirare: il libro dei morti, su cui venivano scritte le prove che doveva superare il defunto per accedere all’aldilà, e i vasi canopici, dove venivano inseriti gli organi del morto (polmoni, intestino, fegato e stomaco); il cuore veniva lasciato nel corpo perché credevano fosse la “casa dell’anima”.

Infine, abbiamo visto due mummie: una completamente fasciata, l’altra invece era quasi interamente sbendata e si potevano vedere: le orecchie, le ossa e le dita dei piedi rovinate.

Una mummia...

Una mummia…

Abbiamo visto anche i sarcofagi in cui sono state ritrovate le mummie.

Con questa gita abbiamo iniziato ad incontrare una nuova civiltà: quella egizia.

Che passione la storia!