Il brutto (ma affascinante) anatroccolo

Il brutto (ma affascinante) anatroccolo

Due mamme di studenti della classe quinta della scuola primaria L’Arca raccontano l’esperienza di un compito per le vacanze che ha coinvolto e acceso i loro figli… oltre ogni aspettativa!

“Uno dei compiti per le vacanze di Natale assegnato ai ragazzi di 5^A chiedeva loro di leggere la versione integrale della fiaba Il brutto anatroccolo e di cominciare a pensare a una modalità bella ed efficace per proporla ai bambini che avrebbero visitato la Scuola in occasione del secondo Open Day.
Giacomo decide di lavorare per preparare una bella scenografia che avrebbe fatto da sfondo alla narrazione della fiaba, per la quale non si sentiva – diciamo così – pronto. La saggia maestra Manuela gli fa presente che il lavoro è tanto per essere svolto da una persona sola. Lui non molla, ma si organizza: chiede a un altro compagno, Giacomo, di aiutarlo e, man mano che il loro entusiasmo cresce, si aggregano prima Mattia e poi Sara.

La macchina si mette in moto. I ragazzi sono pieni idee, fin troppe, perché vogliono fare un bel lavoro e perché è bello fare insieme. C’è chi pensa di realizzare la scenografia in una scatola, ma dalla semplice scatola da scarpe si arriva in breve a uno scatolone, che presto diventano quattro scatoloni perché – dicono – ce ne vuole uno per ogni scena! C’è chi pensa di non poter fare a meno di usare la pompa dell’acqua del presepe di casa appena archiviato, chi si propone per scaricare immagini da internet da far colorare ai futuri primini, chi ha l’idea di “prenderli per la gola” offrendo loro cioccolatini, rigorosamente a forma di uovo, chi raccoglie materiale di vario genere, chi – addirittura – si alza all’alba per disegnare il progetto.

I bambini raccontano a casa le necessità legate alla realizzazione della loro grande opera, così, accanto ai tanti gruppi Whatsapp che spopolano tra noi genitori, se ne aggiunge uno chiamato Gruppo Open Day riconoscibile – neanche a dirlo – grazie all’immagine del brutto anatroccolo che campeggia nello stato del profilo. Dopo qualche chilometro di “whatsappate”, le mamme trovano un accordo circa il giorno in cui i quattro avrebbero potuto incontrarsi (se avessimo lasciato fare a loro, si sarebbero visti il giorno stesso e… buonanottealsecchio!).

Il giorno fatidico si ritrovano a casa di Mattia: pranzano, svolgono i compiti di scuola in meno di un’ora perché l’adrenalina mette le ali e il tempo stringe. Nel pomeriggio, infatti, i ragazzi con le loro quattro scatole e tutte le loro masserizie, sono attesi nel retrobottega del negozio di quadri e cornici Bottega d’arte Alfieri, paradiso del cartoncino, del taglierino e della colla a presa rapida.
È un pomeriggio febbrile, ma dopo tre ore di intenso lavoro, ecco il risultato, con le quattro scene che compongono la fiaba:

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Ma il risultato più bello, lo documenta quest’altra foto:

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Facce liete, serene, soddisfatte di aver realizzato un gran bel progetto.
Grazie alle maestre, alla scuola e al brutto anatroccolo: avete permesso a quattro ragazzi di fare l’esperienza di un’amicizia operosa!”

Stefania e Bruna