Quando la maestra dice “grazie” ai suoi studenti

Quando la maestra dice “grazie” ai suoi studenti

Due settimane fa, ho avuto il privilegio di condurre una lezione di arte coinvolgente e stimolante con le classi quinte. La sfida che ho proposto agli studenti era audace: copiare il volto di Maria dalla celebre scultura “La Pietà” di Michelangelo. Ero consapevole che la mia richiesta fosse molto impegnativa, poiché riprodurre un volto con precisione richiede non solo pratica, ma anche un occhio attento per i dettagli. Tuttavia, ciò che mi interessava di più non era solo il risultato finale, ma l’esperienza stessa che avrebbero vissuto gli studenti.

La progettazione di questa proposta è partito dalla scelta del materiale; ho deciso di fa usare una carta “povera”, simile a quella utilizzata per i pacchi anziché il tradizionale foglio bianco. Volevo che gli studenti percepissero il disegno non come opera finita, ma come un processo in divenire, un momento dell’esplorazione e preparazione. Per valorizzare ancora di più questa idea del di-segno preparatorio ho richiesto di usare un pastello nero per disegnare e di non usare la gomma, poiché ogni linea tracciata diventava significativa per l’esplorazione.

Questi pochi materiali sarebbero bastati per dare forma alla lezione. Mentre pensavo a come svolgere le lezione, mi sono domandata più volte se non gli stessi chiedendo troppo e se qualcuno si potesse sentire demoralizzato dalla proposta. Per questo motivo ho deciso, come prima cosa, di eseguire il ritratto in modo guidato con un supporto digitale. Anzitutto però, prima di iniziare a disegnare, ho chiesto ai ragazzi di liberarsi dalle preoccupazioni e di entrare nel pieno dell’esperienza in sé: cioè di guardare e disegnare il volto come se fossero degli artisti nel pieno del loro studio artistico… Dovevano sentirsi divertiti e curiosi di ciò che stavano scoprendo!

Durante il lavoro, ognuno di loro mi ha davvero stupito, perché è stato in grado di liberarsi dall’ansia della riuscita. Il tutto ha reso la lezione davvero bella, divertente ma anche molto preziosa perché i bambini hanno potuto studiare insieme a me il volto di una scultura, ammirata nella gita a Roma nel mese passato.

Infine, riguardando i loro lavori dopo qualche giorno, ne sono rimasta affascinata, perché ogni ragazzo, disegnando con il suo stile e tratto, ha realizzato un bellissimo volto. Da queste opere ho visto proprio avuto modo di constatare quanto si siano messi in gioco. La riuscita di questa lezione e di questa esperienza è soprattutto merito loro e della fiducia che hanno riposto in me. Per questo, dietro l’opera di ogni ragazzo, ho deciso di scrivere “grazie”, per la bellissima esperienza che loro mi hanno donato!

 

Elisa, Maestra di Arte e Immagine