Nessun Paese è troppo lontano

Incontri sulla geopolitica con Paolo Alli alla scuola media Kolbe

Incontri sulla geopolitica con Paolo Alli alla scuola media Kolbe

«Datemi un attimo, questa volta mi sono portato dei documenti, devo cercare la risposta. Certo: ho stampato dei documenti perché voi fate domande difficili».

Il dott. Paolo Alli si è preparato con ancora più dedizione per il secondo incontro di geopolitica per le classi terze della scuola Kolbe. Già presidente dell’Assemblea Parlamentare NATO dal 2016 al 2018, per questo e altri incarichi internazionali ha maturato un giudizio lucido su diverse zone calde del mondo, oltre a un bagaglio di conoscenze ed esperienze sul campo che non ci si voleva lasciar sfuggire.

Il preside, prof. Savoia, introducendo i lavori del primo incontro, il 14 febbraio scorso, aveva detto agli alunni:

«Perché lo abbiamo invitato? Per diventare grandi! Per diventare grandi bisogna interessarsi di quello che succede ai nostri fratelli uomini, in tutto il mondo: questa è la maturità. Ad un uomo interessa quello che accade ad altri uomini, anche se lontani. Ad un animale no, non interessa quel che succede ai propri simili lontani da lui. Ma l’uomo è diverso!».

Da questa necessità è nato il ciclo di due incontri dal titolo: Nessun Paese è troppo lontano.

Nel primo appuntamento si è messa a tema la crisi in Ucraina pochi giorni prima dello scoppio della guerra: l’approfondita esposizione del dott. Alli, sollecitata dagli interventi dei ragazzi, ha ricercato le cause del conflitto negli eventi storici del secondo dopoguerra fornendo le essenziali nozioni geografiche.

Il secondo incontro, andato in scena il 14 marzo, è stato dedicato alla situazione in Afghanistan, nazione colpita dalla più lunga guerra del secolo, eppure già da molti dimenticata, almeno se guardiamo quanto mostrano i mass media. Ampio spazio è stato dedicato anche alle domande degli studenti sull’evoluzione del conflitto russo-ucraino. Il primo appuntamento, infatti, lungi dall’esaurirle, aveva solleticato la loro curiosità e il loro interesse, aprendo nuove e più approfondite richieste di spiegazione. Che conforto vedere un adulto che ha preso così a cuore i loro interrogativi da stamparsi documenti su documenti, pagine su pagine, perché la verità non si conquista in modo approssimativo, ma con precisone e rigore.

Salutando i ragazzi, il preside e il dott. Alli si sono trovati unanimi nel concludere con un invito: «Non c’è altra strada, per diventare grandi, che fare domande. Continuate a fare domande, ragazzi: restate curiosi e interessati».