Mirabili mostri… Mirabili incontri!

Mirabili mostri… Mirabili incontri!

I ragazzi di seconda e di terza media, grazie alla visita a una sua mostra e a un laboratorio didattico, hanno incontrato Enrico Baj, un “grande” dell’arte contemporanea; ma dietro un grande uomo, c’è sempre una grande donna da conoscere.

Il giorno 15 febbraio abbiamo avuto l’onore di incontrare Roberta Cerini, moglie dell’artista Enrico Baj.

L’abbiamo invitata per mostrarle le nostre opere, ispirate alle creazioni artistiche esposte presso il Palazzo Leone da Perego di Legnano, nella mostra Mirabili Mostri. L’Apocalisse secondo Baj. Questi nostri disegni, insieme al percorso di studio che li ha preceduti, sono stati illustrati alla signora Baj da una di noi, Francesca. Commovente è stato per tutti noi vedere come la nostra ospite fosse appassionata e interessata a comprendere quali fossero l’ispirazione, i sentimenti, le paure, che hanno dato origine alle nostre opere: il suo sguardo e la sua attenzione ci hanno fatto sentire dei veri artisti.

Francesca ha poi condotto la moglie di Baj in biblioteca, dove era attesa da una rappresentanza dei ragazzi a cui Chiara ha fatto da portavoce, rivolgendole le numerose domande sorte dopo la visita alla mostra. Sia gli adulti che i ragazzi che hanno partecipato all’incontro, sono usciti dalla biblioteca con la consapevolezza di aver avuto un’occasione unica.

Abbiamo, infatti, potuto conoscere aspetti della vita dell’artista che non sono recuperabili  nelle biografie ufficiali. Per esempio, abbiamo saputo dal racconto commovente di Roberta Cerini Baj che l’artista ha conosciuto la sua futura moglie a 40 anni, mentre lei ne aveva soli 21; con lei ha viaggiato in tutta Europa e le ha fatto conoscere artisti come Picasso. La signora Baj ha aggiunto: “Essere tra quei mostri sacri dell’arte mi ha fatto sentire molto piccola”.

I due hanno avuto quattro figli, nati rispettivamente nel 1967, 1968, 1969 e 1978.

Rispondendo a una domanda, la signora ha detto di non aver mai capito da dove suo marito prendesse ispirazione per le sue opere, ma una cosa era certa: una volta che “il Baj” (come lo chiamava lei) , cominciava a creare, realizzava le sue opere in un tempo brevissimo. L’artista lavorava in una stanza al centro della quale si trovava un lunghissimo tavolo di legno pieno di materiali diversissimi. “In questo materiale” diceva la signora “il Baj immergeva le mani e rapidamente ne usciva un’opera d’arte”: lunghi erano i tempi dell’ispirazione, ma fulminea la realizzazione dell’opera.

La signora Cerini dice di essere sempre stata negata per il  disegno, ma ha aggiunto: “come si fa a non appassionarsi all’arte, avendo come marito un grande artista?”. Lei è arrivata ad amarla fino a commuoversi davanti al quadro “I funerali dell’anarchico Pinelli”, l’opera di suo marito che più sente vicina alla propria sensibilità.

“Quello con Baj è stato un incontro bellissimo!”. Questo commento della nostra preside ben descrive questa giornata all’insegna dell’arte.

Ma oggi noi aggiungiamo: quello con la moglie di Baj è stato un incontro altrettanto significativo.

Francesca Cozzi, Arianna Mocchetti, Giovanni Poletti

Un articolo su LegnanoNews su questo incontro