Non guardate in camera!

Non guardate in camera!

“Lunedi’ 17 ottobre avremo la possibilità di far partecipare i nostri studenti di seconda media, in qualità di pubblico, alla registrazione di una puntata del programma “L’Avventura di Pinocchio” presso gli M8STUDIOS  di Cernusco sul Naviglio. Questa esperienza sarà l’occasione per introdurre i ragazzi allo studio dei mezzi di comunicazione di massa e far vivere loro, in prima persona, l’esperienza del set televisivo.” 

Così recitava la comunicazione n 27, e i fatti non hanno smentito le aspettative.

jessicaAccolti presso gli Studios da Jessica, l’organizzatrice, infatti i ragazzi hanno presto imparato a scoprire cosa nasce dentro quel capannone, i suoi corridoi, le sue stanze; quel mondo dove “non è vero tutto quello che si vede”, a partire dalla rivelazione di un certo effetto speciale legato a una nota trasmissione (e che qui non sveleremo).

Sono poi entrati nel vivo quando sono stati introdotti come pubblico nella sala di registrazione del programma L’avventura di Pinocchio.

L’impatto  è stato d’effetto: nel mezzo campeggiava una collodiana ‘quercia grande’, con tanto di cappio predisposto per la fine del povero burattino; una scenografia  giocata su legno e lucine colorate e riflettori e una luna gigantesca e luminescente.

Questo, insieme al lavoro dei giovani e numerosi tecnici all’opera, ha ammutolito i ragazzi e ha fatto loro spalancare gli occhi.

esternoHanno visto nuove professionalità al lavoro: l’ assistente di studio, il regista, il direttore della fotografia, i cameramen dei diversi tipi di cineprese, la sceneggiatrice, il ragazzo del ciack, il fonico, l’attore…

Hanno visto che girare una trasmissione non avviene con il classico schiocco di dita, ma con un certo lavorio di aggiustamento delle varie telecamere, col girato dei controcampi (quante volte l’attore che interpretava Pinocchio ha recitato la sua parte?!), con errori e ripetizioni (perfino un ciack può essere da rifare).

Insomma Il lavoro di chi ‘sta dietro’ quello che va in onda, è un mestiere faticoso, e appartiene a un mondo tutt’altro che facile e dorato, fatto invece di macchine, cavi e ferramenta d’ogni genere.

img_1902Altri aspetti vengono svelati dal conduttore stesso; il professor Nembrini, infatti, prima di cominciare a girare questa sesta puntata di commento al Pinocchio, parla ai ragazzi dell’impegno che a lui è chiesto per parlare e contemporaneamente stare nei tempi, non andare fuori camera, non urtare accidentalmente i vari microfoni che indossa e non dovrebbe neppure sudare (per non rifare la registrazione con una nuova camicia).

Perciò chiede loro di essere il suo pubblico sostenitore.

I ragazzi hanno sperimentato, dunque, cosa significa essere pubblico live: applausi comandati, sguardi pilotati, richieste di sorrisi e gesti, tempi dilatati o, al contrario, misurati col cronometro.

img_1887Così hanno imparato che quello che avviene in studio non è quello che poi si vede in televisione: non sono diventati degli esperti di mass  media, ma può essere nata in loro una iniziale criticità in questo campo.

Rimangono impresse loro, inoltre, due immagini, evidenziate dal discorso del professore: il gambero rosso, simbolo di tutto ciò che sembra avanzare e invece non è reale progresso, e il burattino impiccato, sbattuto dal vento, che invoca la presenza di un padre. Immagini custodite che possono rivelarsi, anch’esse, semi di criticità.

Inizialmente qualche ragazzo pensava di tornare a casa e potersi guardare in TV la sera stessa, invece ha scoperto che dovrà attendere il mese di febbraio.

Anche questo è la televisione!

 Un’insegnante