Per guadagnare un sorriso

Per guadagnare un sorriso

Tutte le classi della scuola “Kolbe”, in diverse occasioni, si sono impegnate in iniziative di raccolta fondi per sostenere opere di solidarietà.

 

foto 3Nel dicembre scorso Antonino Masuri, volontario di AVSI in Kenya, ha incontrato tutte le classi e ha mostrato numerose fotografie per raccontare come i minori seguiti dall’ONG per cui lavora abbiano trovato chi cerca di rispondere alle loro necessità e soprattutto chi voglia loro bene.

In seguito alla sua testimonianza siamo stati invitati a donare parte dei nostri risparmi per sostenere le attività di AVSI in Africa.

La proposta di tali gesti non è nuova; ricordiamo che nel tempo di Quaresima, in anni precedenti, si è svolta nella scuola la raccolta di alimenti organizzata da Donacibo.

Inoltre la “Kolbe” da alcuni anni è gemellata con una scuola del Kenya, che si chiama “Cardinal Otunga”.

Fra tutte le iniziative di solidarietà segnaliamo in particolare quella che vede ogni anno le terze medie impegnate in un’adozione a distanza. Attualmente sostengono Remegie, un dodicenne del Burundi, a favore del quale i ragazzi di terza organizzano mitici “merendoni” all’intervallo. Non è solo una questione di soldi, ma anche di vicinanza personale; infatti gli hanno scritto messaggi  come questi:

Caro Remegie, volevo dirti di non perdere la speranza in Dio in questo periodo

“Sai, questa lettera per me è una cosa magnifica, perché così saremo vicini anche se siamo lontani e non possiamo vederci”

“Sono certa che possiamo essere amici, anche se lontani, con idee, pensieri, paure e obiettivi diversi; e questo rende ancora più interessante scriverti”

 A noi alunni piacciono queste iniziative perché sono istruttive: ci fanno rendere conto del mondo che ci circonda; poi ci rendono consapevoli del fatto che noi siamo fortunati, che abbiamo molte cose e riceviamo molte attenzioni; infine ci  fanno capire che con il nostro apporto possiamo contribuire a far crescere altri ragazzi con  le nostre stesse possibilità. Nella discussione che si è svolta per preparare questo articolo una di noi ha detto: “Al di fuori della scuola non ho molte opportunità per dare il mio aiuto, mentre qui lo posso dare”.

A scuola, infatti, non acquisiamo solo conoscenze, ma impariamo anche in modo significativo ad aprirci verso il prossimo.

Papa Francesco  più di una volta ha parlato della necessità di  abbattere  muri e costruire ponti fra le persone e i popoli; a noi pare che le iniziative di solidarietà a cui partecipiamo  siano un modo  per concretizzare tale indicazioni.

Ritorniamo alle fotografie viste durante l’incontro con Masuri; fra tutte, ce ne è rimasta impressa una: intorno un paesaggio africano, in primo piano un  gruppo di bambini e ragazzi sorridenti in posa davanti a un basso edificio; solo a un secondo sguardo e solo dopo che è stato fatto notare,  si vede che i ragazzi sono disabili, alcuni mutilati.

Quei sorrisi ci hanno davvero colpiti e ci hanno fatto capire che avremo raggiunto con il nostro ponte un ragazzo come noi, ma che versa in una situazione di estremo bisogno, quando lo avremo visto sorridere.

foto 2

 

Chiara, Davide, Emma, Federica, Gianmarco, Giuditta, Giulia, Leonardo, Paolo