Tiri in Festa: La scuola è qualcuno che ti chiama per nome

Tiri in Festa: La scuola è qualcuno che ti chiama per nome

Sabato 6 giugno le nostre scuole hanno fatto festa.

Una giornata iniziata al mattino con i bambini e le famiglie delle scuole primarie L’Arca di Legnano e Don Luigi Monza di Cislago, e terminata a sera, sul campo da basket trasformato in una grande tavolata sotto il cielo di giugno, tra cena, musica e lo spettacolo preparato da ragazzi, genitori e insegnanti.

Nel mezzo, il cuore della giornata: l’incontro con Silvio Cattarina, fondatore e presidente della Cooperativa Sociale L’Imprevisto di Pesaro, insieme a tre dei suoi ragazzi Fortuna, Emma e Matteo che, davanti a un auditorium gremito, hanno raccontato le loro storie.

Storie di cadute e di rinascita, di rabbia e di perdono, di adulti che hanno avuto il coraggio di dire:

«Sappia che io la terrò d’occhio tutto l’anno, perché io a lei ci tengo».

Il tema che ci eravamo dati quest’anno  “La scuola è qualcuno che ti chiama per nome” non poteva trovare testimoni migliori.

È esattamente questo che Cattarina fa da quasi cinquant’anni: chiamare per nome ragazzi che il mondo ha smesso di chiamare.

Ci ha spronati a chiedere sempre di più ai giovani, perché chiedere poco significa non riconoscerne il valore. Ci ha ricordato che la cosa più bella che può accadere a un ragazzo è incontrare un adulto, un maestro, qualcuno che gli mostri che la vita è bella, che il bene è sempre più grande di qualsiasi male e che ognuno di noi porta dentro una promessa.

E poi le voci di Fortuna ed Emma, alla loro prima testimonianza pubblica, e quella di Matteo, che proprio in un incontro al Tirinnanzi, dodici anni fa, aveva trovato la spinta per cambiare strada e che oggi è tornato, papà di due figli, a restituire ciò che ha ricevuto.

La prova vivente che il bene, quando viene custodito, ritorna.

Perché facciamo festa? Lo ha detto il rettore, Filippo Salimbeni, aprendo l’incontro: perché il bene che accade e ci tiene insieme non scivoli via, non venga dato per scontato, ma rimanga davanti ai nostri occhi.

Per questo il nostro grazie va a tutti coloro che hanno costruito questa giornata:

ai genitori, alcuni al lavoro dalle sette del mattino, che hanno allestito, cucinato, servito e smontato;

ai maestri, ai professori e al personale delle nostre scuole;

agli alunni che si sono messi in gioco sul palco e dietro le quinte;

agli amici che ci hanno raggiunto;

e naturalmente a Silvio, Fortuna, Emma e Matteo.

Non esiste educazione, non esiste scuola vera, senza una comunità viva che la abiti e ne riconosca il valore.

Sabato scorso questa comunità l’abbiamo vista e ascoltata.

Buone vacanze e arrivederci al prossimo anno.

E grazie, davvero, a tutti.